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Inaugurata la Casa della Comunità a Bolzano - Das Gemeinschaftshaus in Bozen wurde eröffnet

Stefano Mascheroni

Con l'apertura ufficiale della Casa della Comunità di Bolzano Loew-Cadonna, mercoledì 27 maggio, l'Alto Adige implementa ulteriormente l'attuale modello dei distretti sanitari e sociali: i servizi saranno ancora più integrati, le offerte radicate sul territorio e ulteriormente estesa l'assistenza sanitaria territoriale per le cittadine e i cittadini.

"Non inauguriamo soltanto un nuovo edificio, ma sviluppiamo ulteriormente un modello riconosciuto come valido", ha sottolineato l'assessore provinciale Messner. "I distretti sanitari e sociali svolgono da molti anni un importante lavoro per le persone. Con le Case della Comunità compiamo adesso un ulteriore passo: i servizi lavorano ancora più a stretto contatto, le pazienti e i pazienti ricevono sostegno medico, terapeutico e sociale sul posto, mentre i percorsi di accesso diventano più brevi e semplici. Decisiva non è solo la struttura, ma soprattutto un nuovo tipo di cooperazione - più connessa, coordinata e orientata in modo più mirato alle esigenze delle cittadine e dei cittadini."

Soccorso rapido per le piccole urgenze
Una nuova offerta centrale nella Casa della Comunità è l'ambulatorio per le piccole urgenze (APU) aperto da metà maggio, dove vengono trattati problemi di salute che possono essere risolti in tempo reale e che non richiedono l'intervento in pronto soccorso. Per la cittadinanza questo si traduce in vantaggi concreti: chi, colpito da febbre, mal di schiena, piccoli infortuni, mal di pancia o mal di testa, punture di insetto o lievi scottature, abbia bisogno di un soccorso medico rapido, può rivolgersi direttamente all'APU. 

"Con l'APU garantiamo un'ulteriore offerta territoriale per richieste mediche a breve termine", spiega la direttrice Capici. "Le pazienti e i pazienti ricevono rapidamente l'assistenza adeguata e, allo stesso tempo, i pronto soccorso vengono alleviati da questi casi". Il primo punto di riferimento rimane però la medica o il medico di base. L'APU si trova al piano terra della Casa della Comunità in piazza W. A. Loew Cadonna 12. Per eventuali visite si consiglia un contatto telefonico.

Servizi sanitari e sociali in un'unica struttura
Nella Casa della Comunità di Bolzano Loew-Cadonna sono attivi mediche e medici, personale infermieristico, nonché servizi sociali e di consulenza. Tra gli altri vengono offerti un servizio infermieristico domiciliare e pediatrico, ambulatori specialistici, un consultorio materno-infantile, un consultorio ostetrico e corsi di preparazione alla nascita, pap-test, servizi amministrativi, prelievi del sangue, anche a domicilio, servizio dietetico, screening vista-udito-linguaggio, ambulatorio ortottico, servizio pneumologico e servizio radiologico.

Negli scorsi mesi la nuova struttura di nove piani è stata ristrutturata, messa a norma e ampliata con i fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) del valore di 1,7 milioni euro e da investimenti della Provincia.

Parte di un modello assistenziale esteso a tutta la Provincia
La Casa della Comunità di Bolzano Loew-Cadonna è un tassello di un modello assistenziale esteso a tutta la Provincia. Entro il 2028 dovrebbero aprire gradualmente in Alto Adige complessivamente dodici Case della Comunità. Saranno inserite in una rete che comprende gli attuali servizi sanitari, gli Ospedali della Comunità per le cure intermedie e il numero telefonico sanitario unico 116117.

Da maggio 2026 hanno già aperto le Case della Comunità di Bressanone e Chiusa, a giugno seguiranno le Case della Comunità di Laives, Naturno, Malles e San Candido. Le Case della Comunità di Brunico, Vipiteno, Merano, Bolzano (nuova struttura) ed Egna dovrebbero aprire entro il 2028.

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Mit der offiziellen Eröffnung des Gemeinschaftshauses Bozen Loew‑Cadonna am Mittwoch, 27. Mai, wird das bestehende Modell der Gesundheits- und Sozialbezirke in Südtirol weiter ausgebaut: Die Dienste werden noch stärker integriert, die Angebote im Gebiet verankert und die territoriale Gesundheitsversorgung für die Bürgerinnen und Bürger weiter ausgedehnt.

„Wir eröffnen nicht nur ein neues Gebäude, sondern entwickeln ein Modell weiter, das sich bereits bewährt hat“, betonte Landesrat Messner. „Die Gesundheits- und Sozialbezirke leisten seit vielen Jahren wertvolle Arbeit für die Menschen. Mit den Gemeinschaftshäusern gehen wir nun einen weiteren Schritt: Die Dienste arbeiten noch enger zusammen, Patientinnen und Patienten erhalten medizinische, therapeutische und soziale Unterstützung direkt vor Ort, während die Zugangswege kürzer und einfacher werden. Entscheidend ist nicht nur die Struktur, sondern vor allem eine neue Form der Zusammenarbeit – vernetzter, koordinierter und gezielter an den Bedürfnissen der Bürgerinnen und Bürger orientiert.“

Schnelle Hilfe bei kleinen Dringlichkeiten
Ein zentrales neues Angebot im Gemeinschaftshaus ist das Ambulatorium für kleine Dringlichkeiten (APU), das seit Mitte Mai geöffnet ist. Dort werden gesundheitliche Probleme behandelt, die sofort gelöst werden können und keinen Einsatz der Notaufnahme erfordern. Für die Bevölkerung bedeutet dies konkrete Vorteile: Wer bei Fieber, Rückenschmerzen, kleinen Verletzungen, Bauch- oder Kopfschmerzen, Insektenstichen oder leichten Verbrennungen rasch medizinische Hilfe benötigt, kann sich direkt an die APU wenden.

„Mit der APU garantieren wir ein weiteres territoriales Angebot für kurzfristige medizinische Anliegen“, erklärt Direktorin Capici. „Patientinnen und Patienten erhalten schnell die passende Versorgung, und gleichzeitig werden die Notaufnahmen von diesen Fällen entlastet.“ Erste Anlaufstelle bleibt jedoch weiterhin die Hausärztin oder der Hausarzt. Die APU befindet sich im Erdgeschoss des Gemeinschaftshauses in der W.‑A.‑Loew‑Cadonna‑Platz 12. Für eventuelle Besuche wird eine telefonische Kontaktaufnahme empfohlen.

Gesundheits- und Sozialdienste unter einem Dach
Im Gemeinschaftshaus Bozen Loew‑Cadonna arbeiten Ärztinnen und Ärzte, Pflegepersonal sowie Sozial- und Beratungsdienste. Unter anderem werden ein häuslicher Pflege- und Kinderpflegedienst, fachärztliche Ambulatorien, eine Mütter‑ und Kinderberatungsstelle, eine Hebammenberatung mit Geburtsvorbereitungskursen, Pap‑Tests, Verwaltungsdienste, Blutabnahmen – auch zu Hause –, ein diätologischer Dienst, Seh‑Hör‑Sprach‑Screenings, eine orthoptische Ambulanz sowie pneumologische und radiologische Dienste angeboten.

In den vergangenen Monaten wurde das neunstöckige Gebäude saniert, normgerecht adaptiert und mit Mitteln des Nationalen Aufbau- und Resilienzplans (PNRR) in Höhe von 1,7 Millionen Euro sowie mit Investitionen des Landes erweitert.

Teil eines landesweiten Versorgungsmodells
Das Gemeinschaftshaus Bozen Loew‑Cadonna ist Teil eines landesweit ausgebauten Versorgungsmodells. Bis 2028 sollen in Südtirol insgesamt zwölf Gemeinschaftshäuser schrittweise eröffnet werden. Sie werden in ein Netzwerk eingebettet, das die bestehenden Gesundheitsdienste, die Gemeinschaftskrankenhäuser für die intermediäre Versorgung sowie die einheitliche Gesundheitsnummer 116117 umfasst.

Seit Mai 2026 sind die Gemeinschaftshäuser in Brixen und Klausen bereits geöffnet, im Juni folgen jene in Leifers, Naturns, Mals und Innichen. Die Gemeinschaftshäuser in Bruneck, Sterzing, Meran, Bozen (neue Struktur) und Neumarkt sollen bis 2028 eröffnet werden.