Il saluto dell'Assessore Messner - Der Gruß des Landesrates Messner

Costruire il futuro: un’assistenza sanitaria vicina alle persone
Care lettrici e cari lettori,
le esigenze del nostro sistema sanitario stanno cambiando rapidamente. L’evoluzione demografica e l’aumento delle malattie croniche ci pongono di fronte a grandi sfide: già oggi circa un terzo della popolazione altoatesina convive con una malattia cronica – e queste patologie rappresentano oltre il 75% dei costi sanitari complessivi. Per affrontare questi sviluppi, non mi stanco di sottolineare che esiste una sola strategia: passare da un’assistenza centrata sulla malattia e sulla cura in ospedale a una prevenzione orientata alla salute dei nostri cittadini, a domicilio o comunque vicino al loro luogo di residenza. In questa sfida, i medici di medicina generale e i servizi sanitari territoriali svolgono un ruolo fondamentale, così come le misure di prevenzione mirata e le nuove Case e Ospedali di Comunità che stiamo costruendo in tutto la Provincia.
Entro il 2026 aprirà in Alto Adige la maggior parte delle dodici Case della Comunità, che integrano servizi sanitari e sociali a livello locale. Saranno realizzate a Bolzano, Merano, Bressanone, Brunico, Egna, Laives, Naturno, Chiusa, Vipiteno, San Candido, Malles e Appiano e offriranno, come distretti ampliati e potenziati, un accesso semplice e diretto alle prestazioni sanitarie e sociali. La particolarità: qui medici di base, specialisti, infermieri e servizi sociali collaborano strettamente, garantendo soprattutto alle persone con malattie croniche un’assistenza coordinata, centrata sul paziente. In generale, la collaborazione multiprofessionale a tutti i livelli è la chiave per una migliore assistenza: riduce i ricoveri ospedalieri, alleggerisce i pronto soccorso e accorcia i tempi di attesa. Già oggi vediamo i primi risultati positivi.
A completamento, sorgeranno tre Ospedali di Comunità a Bolzano, Merano ed Egna, con posti letto intermedi per pazienti che non necessitano più di cure acute ma hanno ancora bisogno di assistenza stazionaria. Cinque centrali operative territoriali garantiscono già ora il coordinamento tra ospedale, assistenza territoriale e altre strutture come le residenze per anziani.
Un altro punto focale è il rafforzamento della medicina generale e dell’assistenza domiciliare. Con l’ampliamento dell’assistenza integrata e centrata sulla famiglia, che opera in modo proattivo, e delle cure palliative, creiamo una rete che assicura una continuità assistenziale anche nelle fasi più delicate della vita.
Ringrazio il Centro per la tutela dei diritti del malato e tutti i soggetti coinvolti per il loro impegno e il loro sostegno. Insieme possiamo continuare a migliorare l’assistenza sanitaria in Alto Adige. È bello vedere come tante persone si impegnino per il bene della nostra salute e contribuiscano allo sviluppo del sistema.
Con i migliori saluti
Hubert Messner
Assessore alla Prevenzione sanitaria e Salute
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Zukunft gestalten: Gesundheitsversorgung nah am Menschen
Liebe Leserinnen und Leser,
die Anforderungen an unser Gesundheitssystem verändern sich rasant. Die demografische Entwicklung und die Zunahme chronischer Erkrankungen stellen uns vor große Herausforderungen: Bereits heute lebt rund ein Drittel der Südtiroler Bevölkerung mit einer chronischen Krankheit – und diese machen mehr als 75 % der gesamten Gesundheitskosten aus. Um diesen Entwicklungen zu begegnen, werde ich nicht müde, zu betonen, dass es nur eine Strategie geben kann: weg von der krankheitszentrierten Versorgung von Patientinnen und Patienten in unseren Krankenhäusern hin zu einer gesundheitsfördernden Vorsorge für unsere Bürgerinnen und Bürger zu Hause und in deren Wohnortnähe. Dabei spielen die Allgemeinmediziner und die bestehenden Gesundheitsdienste am Territorium eine wichtige Rolle, ebenso wie gezielte Präventionsmaßnahmen und auch die im ganzen Land neu entstehenden Gemeinschaftshäuser und Gemeinschaftskrankenhäuser.
2026 eröffnen in Südtirol ein Großteil der zwölf modernen Gemeinschaftshäuser, die wohnortnahe Gesundheits- und Sozialdienste bündeln. Sie werden in Bozen, Meran, Brixen, Bruneck, Neumarkt, Leifers, Naturns, Klausen, Sterzing, Innichen, Mals und Eppan errichtet und bieten als vergrößerte und ausgebaute Sprengel einen niederschwelligen Zugang zu gesundheitlichen und sozialen Leistungen. Das Besondere: Hier arbeiten Allgemeinmediziner, Fachärzte, Pflegekräfte und Sozialdienste eng zusammen und bieten vor allem für die Menschen mit chronischen Erkrankungen eine patientenzentrierte Versorgung aus einer Hand. Überhaupt ist die multiprofessionelle Zusammenarbeit auf allen Ebenen der Schlüssel für eine bessere Betreuung: Sie reduziert Krankenhauseinweisungen, entlastet Notaufnahmen und verkürzt Wartezeiten. Hierbei sehen wir bereits erste positive Entwicklungen.
Ergänzend dazu entstehen drei Gemeinschaftskrankenhäuser in Bozen, Meran und Neumarkt mit Intermediärbetten für Patientinnen und Patienten, die keinen Akutbedarf mehr haben, aber weiterhin stationäre Betreuung benötigen. Fünf wohnortnahe Einsatzzentralen sorgen bereits jetzt für eine Koordination zwischen Krankenhaus, häuslicher Pflege und anderen Betreuungseinrichtungen wie Seniorenwohnheim.
Ein weiterer Schwerpunkt ist die Stärkung der Allgemeinmedizin und der Hauskrankenpflege. Durch den Ausbau der integrierten und familienzentrierten Pflege, die proaktiv arbeitet, sowie der Palliativversorgung schaffen wir ein Netzwerk, das auch in schwierigen Lebensphasen eine kontinuierliche Betreuung sicherstellt.
Ich bedanke mich beim Zentrum für den Schutz der Patientenrechte EO und allen Beteiligten für ihr Engagement und ihre Unterstützung. Gemeinsam können wir die Gesundheitsversorgung in Südtirol weiter verbessern. Es ist schön zu sehen, wie sich so viele Menschen zum Wohl unserer Gesundheit einbringen und zur Weiterentwicklung des Systems beitragen.
Mit besten Grüßen
Hubert Messner
Landesrat für Gesundheitsvorsorge und Gesundheit