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Aumenta il sostegno finanziario alle famiglie altoatesine

Paolo Savio

Il sostegno finanziario alle famiglie è uno dei tre pilastri della politica familiare dell'Alto Adige. Cifre e dati in merito sono stati illustrati nel dettaglio oggi (29 aprile) dall'assessora provinciale Rosmarie Pamer, dal direttore dell'Agenzia per lo sviluppo sociale ed economico (ASSE) Eugenio Bizzotto e dalla direttrice dell'Agenzia per la famiglia, Carmen Plaseller.

Attualmente sono attivi in Alto Adige due tavoli di lavoro. Il primo si occupa per garantire una maggiore interconnessione tra formazione scolastica e assistenza all'infanzia per i bambini dai 3 ai 6 anni, mentre il secondo tavolo si sta occupando delle certificazioni di reddito e patrimonio sulla base dei criteri Durp ed Isee: "L'obiettivo è quello di arrivare a una normativa unitaria che sia anche nell'interesse delle famiglie", spiega l'assessora provinciale Pamer.

L'assessora competente ha annunciato i primi risultati del tavolo di lavoro interassessorile su formazione assistenza all'infanzia (che coinvolge l'assessorato alla famiglia, l'assessorato all'istruzione e l'assessorato al personale) per l'estate. "Per fare importanti passi avanti nel campo della riconciliazione, abbiamo bisogno di una collaborazione tra tutti i settori che riguardano le famiglie, dall'istruzione all'economia, dalla Provincia ai Comuni", ha sottolineato l’assessora alla Coesione sociale e Famiglia Pamer.

Il direttore dell'ASSE Eugenio Bizzotto è entrato nel dettaglio sulle cifre relative agli assegni familiari nel 2023, il cui importo è cresciuto. “Ciò significa che nel 2023 avremo erogato un contributo record di oltre 100 milioni di euro", ha rimarcato Bizzotto. In totale, la Provincia di Bolzano ha erogato 78.462.578 euro in favore di quasi 52.000 famiglie altoatesine, la maggior parte dei quali sotto forma di assegni provinciali per i figli (43 milioni di euro) e assegni provinciali al nucleo familiare (34 milioni di euro). L'aumento percentuale per l’assegno provinciale per i figli è stato di 17,9 punti percentuali. “L'aumento maggiore del numero di famiglie beneficiarie si è registrato tra il 2021 e il 2022 (da 26.798 a 35.909 famiglie, fino a 36.509 nel 2023) - dovuto principalmente alla modifica nell’estate del 2022 dei criteri di erogazione dell'assegno provinciale per i figli”, ha spiegato il direttore dell'ASSE Bizzotto. Analizzando i numeri, inoltre, si osserva una riduzione degli assegni statali (erogati tramite l'agenzia provinciale) e dell'assegno provinciale al nucleo familiare+. Si tratta di un sostegno finanziario per le famiglie in cui anche il padre lavoratore dipendente del settore privato usufruisce del congedo parentale per almeno due mesi occupandosi della cura del figlio. Oltre a questa spesa, sono stati erogati 15,7 milioni di euro come “bonus bollette” e altri 2 milioni di euro come bonus residuo dell’anno precedente. 7,6 milioni di euro sono stati versati a 3.859 beneficiari come contributi per la copertura previdenziale dei periodi di cura ai figli, registrando un aumento sia dell’importo complessivamente liquidato che del numero di richieste”, ha sottolineato il direttore dell'ASSE Eugenio Bizzotto. Ciò significa che la Provincia dell'Alto Adige ha investito complessivamente 103,7 milioni di euro in prestazioni familiari nel 2023. Il direttore Eugenio Bizzotto ha inoltre spiegato che nel 2023 si sono registrati diversi adeguamenti normativi: sono stati modificati i criteri per la concessione dell'assegno provinciale al nucleo familiare+, mentre a settembre sono aumentati di 50 euro ciascuno gli importi dell'assegno provinciale per i figli minorenni con disabilità.

Carmen Plaseller, direttrice dell'Agenzia per la famiglia, ha sottolineato gli altri due pilastri della politica familiare. L'Agenzia per la famiglia cofinanzierà i 15 consultori familiari provinciali, i cui servizi sono stati utilizzati da oltre 500 coppie e famiglie nel 2022. 4,2 milioni di euro sono stati inoltre destinati all'educazione dei genitori e delle famiglie. Sono stati concessi anche finanziamenti per i centri genitori-bambini (Elki) e per i gruppi di gioco, nonché per i progetti dell'Agenzia per la famiglia, come il “Pacchetto baby”, le lettere ai genitori e il Bookstart. "La Provincia sovvenziona i servizi di assistenza all'infanzia con circa 25 milioni di euro all'anno", ha dichiarato Plaseller, aggiungendo che tale importo si aggiunge ai contributi forniti dai Comuni e dai genitori. La conciliabilità è altresì supportata anche da due audit: Con “l'audit famigliaelavoro", i datori di lavoro intraprendono il cammino verso una maggiore conciliabilità con la famiglia, mentre l'audit “FamilyPlus – Familie leben, vivere la famiglia, viver la familia” si concentra sui Comuni come luoghi di lavoro e di vita a misura di famiglia. "Sette comuni hanno già intrapreso con successo questo percorso e un ottavo, Lana, seguirà questo progetto a maggio", sottolinea Plaseller.