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Andamento positivo del personale nella sanità - Gesundheitsbetrieb: positive Personalentwicklung

Stefano Mascheroni

ANDAMENTO POSITIVO DEL PERSONALE NELLA SANITA'

Saldo positivo del personale medico e infermieristico. A marzo 2026 il numero di dipendenti ha raggiunto il livello più alto di sempre: l’assessore Messner soddisfatto dell’andamento positivo.

Il numero dei dipendenti dell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige è cresciuto negli ultimi anni. Per valutare la situazione del personale, tuttavia, non è decisivo considerare soltanto il numero delle uscite, bensì il rapporto tra il personale assunto e quello che lascia il servizio. Questo rapporto evidenzia, per il personale medico e infermieristico, un saldo costantemente positivo negli ultimi tre anni.

Nel 2023 sono stati assunti nell’Azienda sanitaria 170 medici e 119 hanno lasciato il servizio. Ne risulta un saldo positivo di 51 medici. Per il restante personale sanitario, a fronte di 454 assunzioni si sono registrate 322 uscite, con un saldo positivo di 132 unità. Anche nel 2024 il saldo del personale medico è stato positivo: 169 nuovi medici assunti a fronte di 153 uscite (+16). Nel 2024, invece, il personale tecnico, terapeutico e infermieristico ha registrato una lieve diminuzione (-16), che è stata più che compensata l’anno successivo: nel 2025, infatti, a fronte di 302 assunzioni nel personale sanitario non medico si sono registrate 267 uscite, con un saldo positivo di 35 unità. Anche per il personale medico nel 2025 si è registrato un andamento positivo (+41), con 189 assunzioni a fronte di 148 uscite.

"Per noi non conta soltanto quante collaboratrici e quanti collaboratori lasciano un’azienda, ma soprattutto come evolve l’organico complessivo. A essere decisivo è il saldo tra ingressi e uscite – e questo saldo è positivo per le professioni sanitarie dal 2023", sottolinea l’assessore alla Prevenzione sanitaria e Salute Hubert Messner. "Monitoriamo molto attentamente i movimenti del personale e analizziamo le ragioni delle uscite. Vediamo, ad esempio, che anche le dimissioni volontarie sono rimaste stabili nel corso degli anni".

Il fatto che l’organico dell’Azienda sanitaria abbia oggi raggiunto il livello più alto di sempre è confermato anche dai dati attuali: a marzo 2026 erano 1.602 i medici e 6.144 gli infermieri (teste) in servizio nell’Azienda sanitaria – un numero mai raggiunto prima. Un organico più consistente comporta naturalmente anche un certo numero di movimenti del personale. "Quando un’azienda cresce e oggi occupa molte più persone rispetto al passato, si registrano inevitabilmente anche più movimenti all’interno dell’organico. Questo, da solo, non è una prova di una riduzione del personale, come è stato affermato anche recentemente, ma va valutato in relazione alle nuove assunzioni e all’effettivo organico", spiega Messner.

Un elemento importante degli ultimi anni è stato quindi il miglioramento delle condizioni di lavoro. Con i più recenti contratti collettivi sono state introdotte, per il personale infermieristico, tra le altre misure, la riduzione dell’orario di lavoro da 38 a 36 ore settimanali a parità di stipendio, nonché l’aumento o l’introduzione di diverse indennità. Anche per il personale medico sono state previste nuove indennità o aumenti di quelle esistenti, tra cui l’indennità per il servizio di Pronto soccorso. "Solo per questi due contratti la Provincia mette a disposizione circa 50 milioni di euro all’anno in più e con queste misure siamo riusciti ad allineare il livello retributivo delle nostre professioni sanitarie a quello del vicino territorio austriaco", afferma l’assessore Messner.

"Buone condizioni di lavoro sono un fattore fondamentale per riuscire ad attrarre e trattenere il personale", sottolinea l’assessore Messner. "La politica del personale nella sanità non significa soltanto trovare nuove collaboratrici e nuovi collaboratori, ma anche fare in modo che lavorino volentieri e a lungo nell’Azienda sanitaria dell’Alto Adige".

L’Alto Adige deve inoltre affrontare particolari sfide. Oltre alla concorrenza generale per il personale qualificato, incidono fattori quali i requisiti di bilinguismo e la vicinanza di un mercato del lavoro transfrontaliero. Proprio per questo, sottolinea Messner, l’attrattività del servizio sanitario provinciale deve essere costantemente sviluppata: "Non possiamo e non vogliamo sederci sugli allori per i saldi positivi del personale. Garantire e sviluppare ulteriormente il personale rimane uno dei compiti centrali per il futuro della nostra sanità".

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GESUNDHEITSBETRIEB: POSITIVE PERSONALENTWICKLUNG

Personalzuwachs bei Ärzten und Pflegepersonal im Gesundheitsbetrieb – Im März 2026 so viele Beschäftigte wie nie zuvor – Landesrat Hubert Messner überzeugt von der positiven Entwicklung.

Die Zahl der Beschäftigten im Südtiroler Sanitätsbetrieb ist in den vergangenen Jahren weiter gestiegen. Entscheidend für die Bewertung der Personalsituation ist dabei laut Gesundheitsressort nicht allein die Zahl der Abgänge, sondern das Verhältnis zwischen neu aufgenommenem und ausgeschiedenem Personal. Dieses zeigt sowohl bei den Ärzten als auch beim Pflegepersonal über die vergangenen drei Jahre hinweg einen durchwegs positiven Saldo.

2023 wurden im Sanitätsbetrieb 170 Ärztinnen und Ärzte aufgenommen, während 119 den Dienst verließen. Daraus ergibt sich ein positiver Saldo von 51 Ärzten. Beim anderen Gesundheitspersonal standen 454 Aufnahmen 322 Abgängen gegenüber, also ein Plus von 132 Personen. Auch im Jahr 2024 war der Saldo beim ärztlichen Personal positiv: 169 neu aufgenommene Ärzte gegenüber 153 Abgängen (+16). Während 2024 beim Pflege- und technischen Personal noch ein leichter Rückgang (-16) zu verzeichnen war, wurde dieser 2025 wieder mehr als kompensiert: Dort kamen beim nicht-ärztlichen Gesundheitspersonal 302 Aufnahmen auf 267 Abgänge, was einem Positivsaldo von 35 entspricht. Schließlich konnte auch bei den Arztberufen im Jahr 2025 eine positive Entwicklung (+41) festgestellt werden (189 Aufnahmen bei 148 Abgängen).

"Für uns zählt nicht nur, wie viele Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter einen Betrieb verlassen, sondern vor allem, wie sich der gesamte Personalbestand entwickelt. Entscheidend ist der Saldo zwischen Zugängen und Abgängen – und dieser ist bei den Gesundheitsberufen seit 2023 positiv", stellt Gesundheitslandesrat Hubert Messner klar. "Wir beobachten die Personalbewegungen sehr genau und analysieren die Gründe für Abgänge. Dabei sehen wir zum Beispiel auch, dass die freiwilligen Kündigungen über die Jahre stabil geblieben sind", sagt Messner. 

Dass der Personalstand des Sanitätsbetriebs heute auf einem Höchststand liegt, zeigt auch der aktuelle Stand: Im März 2026 waren 1.602 Ärztinnen und Ärzte sowie 6.144 Pflegekräfte (Köpfe) im Sanitätsbetrieb beschäftigt – so viele wie noch nie zuvor. Ein hoher Personalstand bringt dabei naturgemäß auch eine gewisse Zahl an Personalbewegungen mit sich. "Wenn ein Betrieb wächst und heute deutlich mehr Menschen beschäftigt als früher, gibt es auch mehr Bewegungen innerhalb des Personalbestands. Das allein ist noch kein Beleg für einen, auch letzthin kolportierten Personalabbau, sondern muss im Zusammenhang mit den Neueinstellungen und dem tatsächlichen Personalstand gesehen werden", erklärt Messner.

Ein wichtiger Schwerpunkt der vergangenen Jahre war deshalb laut Landesrat die Verbesserung der Arbeitsbedingungen. Mit den zuletzt abgeschlossenen Landeskollektivverträgen wurden für das Pflegepersonal unter anderem die Arbeitszeit bei gleichbleibendem Gehalt von 38 auf 36 Wochenstunden verringert sowie verschiedene Zulagen erhöht oder neu eingeführt. Für das ärztliche Personal wurden ebenfalls neue beziehungsweise erhöhte Zulagen vorgesehen, darunter die Erste-Hilfe-Zulage. "Allein für diese beiden Verträge stellt das Land rund 50 Millionen Euro pro Jahr zusätzlich bereit und wir konnten damit das Lohnniveau unserer Gesundheitsberufe nun an jenes des benachbarten österreichischen Auslandes angleichen", sagt Gesundheitslandesrat Messner.

"Gute Arbeitsbedingungen sind ein wesentlicher Faktor dafür, dass wir Personal gewinnen und halten können", erklärt Messner. "Personalpolitik im Gesundheitswesen bedeutet für mich nicht nur, neue Mitarbeiterinnen und Mitarbeiter zu finden, sondern auch dafür zu sorgen, dass sie gerne und dauerhaft im Südtiroler Sanitätsbetrieb arbeiten", unterstreicht der Landesrat. Dabei stehe Südtirol vor besonderen Herausforderungen. Zum allgemeinen Wettbewerb um Fachkräfte kämen Faktoren wie die Zweisprachigkeitsanforderungen und der grenzüberschreitende Arbeitsmarkt hinzu. Gerade deshalb müsse die Attraktivität des Landesgesundheitsdienstes laufend weiterentwickelt werden, so Messner. "Wir können und wollen uns mit positiven Personalsalden nicht zurücklehnen. Die Sicherung und Weiterentwicklung des Personals bleibt eine der zentralen Aufgaben für die Zukunft unseres Gesundheitswesens", betont der Landesrat.